Nel 2026 l’offerta di carne bovina dovrebbe confermare il trend di contenimento già in atto dallo scorso anno. Lo affermano le stime di Bord Bia, l’Agenzia per la promozione della carne irlandese che sottolinea come la produzione a livello globale continuerà a ridursi, favorendo il rialzo dei prezzi e una domanda significativa.
L’andamento osservato nel 2025 nella UE relativo ai prezzi dei giovani bovini ha registrato aumenti considerevoli con quotazioni delle carcasse di manzo destinate alla macellazione in crescita costante: l’ultimo trimestre ha infatti registrato più di 6euro/kg.
Per il 2026 la previsione indica una stabilità su livelli medi elevati dei prezzi, una possibile leggera flessione stagionale nei mesi estivi, la resilienza dei prezzi grazie alla preferenza dei consumatori europei per tagli di alta qualità e una minore produzione domestica in alcuni Stati membri.
Per quanto riguarda l’Italia, la carne bovina prodotta nel nostro Paese resta competitiva su segmenti premium nei mercati UE grazie al suo elevato livello di qualità. Nonostante ciò le carni importate provocano una pressione concorrenziale sui segmenti economici più bassi e la dipendenza dall’import rimane un fattore chiave per soddisfare domanda e mantenere stabilità dei volumi disponibili.