Le razze di bovini da carne autoctone: una nicchia di grande valore

In Italia gli allevamenti di bovini da carne di razze autoctone rappresentano una quota minoritaria della produzione nazionale, ma hanno un peso qualitativo e territoriale molto rilevante. Parliamo, tra le più conosciute e con consistenze numeriche maggiori, delle razze Chianina, Marchigiana, Romagnola, Maremmana, Podolica, Piemontese.

Insieme ad altre razze minori come la Modicana e la Sarda, rappresentano meno del 20% della carne bovina prodotta in Italia , percentuale che alcune stime, guardando i volumi complessivi, ridimensionano addirittura a una forbice compresa tra il 10% e il 15%. Le razze cosiddette cosmopolite come la Charolaise e la Limousine o gli incroci da ristallo importati rappresentano la quota dominante. Ma, nonostante queste percentuali, le razze autoctone di bovini da carne autoctone rivestono un grande valore per il mantenimento della biodiversità,  l’adattamento ambientale, i sistemi di allevamento,  la valorizzazione economica e il ruolo politico e sociale che rappresentano nel presidio del territorio, nel contrasto allo spopolamento dei territori marginali, nel legame tra turismo rurale e paesaggio. Quindi, se da un lato le razze autoctone non vantano numeri significativi, nel racconto e nella strategia del settore della carne bovina ricoprono un ruolo molto rilevante che richiede però una maggiore valorizzazione di mercato.

Tabella dei Contenuti